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Leva obbligatoria al lavoro

30 marzo 2017

450.000 nuovi giovani lavoratori l'anno

Costo annuale per lo Stato 3 miliardi

Forza lavoro per l’impresa a costo zero

La Leva obbligatoria al lavoro impegnerà presso una struttura produttiva privata, per un anno, tutti i giovani che abbiano completato il loro ciclo di studi. Lo Stato si farà carico in via esclusiva di corrispondere all'apprendista/lavoratore un rimborso mensile di 500 euro.

Come al tempo della leva militare che obbligava i giovani ad affrontare un percorso di esperienza all’interno delle Forze Armate, così la Leva obbligatoria al lavoro inserirà i giovani immediatamente nel mondo del lavoro per un periodo ininterrotto di 12 mesi. Ne saranno chiaramente esentati coloro che dimostrino di avere già acquisito una collocazione lavorativa stabile.

Il giovane che avrà terminato gli studi e conseguito un diploma di laurea, oppure un diploma di scuola media superiore, ovvero una patente di professionalità (abilitazione conferita a coloro che dopo la scuola media inferiore abbiano svolto un percorso professionale triennale e abbiano dato prova di aver appreso un mestiere), verrà avviato al lavoro presso un’azienda, perlopiù, coerente con il proprio percorso formativo.

Le aziende, in regola sul piano degli adempimenti fiscali, selezionate in ordine alla propria struttura ed alla propria organizzazione, privilegiando categorie merceologiche con prospettive di sviluppo per il futuro, avranno il compito di guidare il giovane nelle diverse fasi di apprendimento e di inserimento nel ciclo produttivo aziendale ed annoteranno risultati e criticità sul “fascicolo” del giovane/lavoratore.

Al giovane verrà corrisposta, per l’intero periodo, a titolo di rimborso spese, una somma pari ad euro 500,00 mensili, con ogni onere ad esclusivo carico dello Stato (ivi compresi quelli assicurativi e previdenziali).

I giovani/lavoratori che saranno impegnati nella Leva obbligatoria al lavoro in base alle statistiche anagrafiche saranno annualmente circa 450.000.

La Leva obbligatoria al lavoro avrà un costo complessivo annuale per lo Stato pari ad euro 3 miliardi (basti pensare che per finanziare la “regalia”  mensile degli 80 euro lo Stato impegna 14 miliardi della propria spesa pubblica. La leva obbligatoria al lavoro potrebbe essere finanziata totalmente, senza alcuna incidenza sulla spesa pubblica, soltanto riducendo la predetta regalia di 20 euro, ossia dagli attuali 80 euro a 60 euro).

Verra creato un Centro per la Leva obbligatoria al lavoro presso Ministero del Lavoro che svolgerà opera di ascolto (sul piano delle aspirazioni, curriculum, capacità ed esperienze, ma anche attraverso consultazioni periodiche con il giovane/lavoratore)

Il Centro smisterà i giovani presso le aziende, costantemente monitorate sul piano dell’apprendimento e dell’inserimento del giovane/lavoratore anche per il tramite di controlli ed ispezioni sul luogo di lavoro. Le risorse umane per il Centro verranno individuate tra il personale in esubero in altre amministrazioni (in ragione dei provvedimenti di semplificazione burocratico/amministrativa e dell’introduzione massiva delle tecnologie digitali), sarà selezionato in base a specifici requisiti di certificata preparazione tecnica e di esperienza maturata. Il personale del Centro verrà costantemente formato ed aggiornato anche in ragione delle politiche di sviluppo improntate dal Paese, sulle prospettive relative ai diversi settori della produzione e sulle singole professionalità richieste dal mercato. Il Centro pianificherà anche corsi di aggiornamento per il personale delle imprese che acquisiranno i giovani/lavoratori.

Verrà creato un Albo delle imprese ammesse alla Leva obbligatoria al lavoro costantemente monitorato e sempre aperto a nuove imprese che rispettino i requisiti di ingresso. Il lavoro svolto all’interno dell’impresa verrà valutato sia in termini di ricaduta occupazionale che di qualità dell’apprendimento professionale acquisito del giovane/lavoratore.

Verranno incentivate le aziende che consentiranno ai giovani/lavoratori di proseguire all’interno dell’azienda il proprio percorso lavorativo con un contratto di lavoro subordinato.

Gli obiettivi prioritari della riforma saranno: 

  • inserimento immediato nel mondo del lavoro, 
  • acquisizione di professionalità, esperienza ed attitudine al lavoro spendibile anche in sede curriculare,
  • sostegno economico al giovane/lavoratore che percepirà i soldi – non in ragione di una regalia – ma in virtù di un lavoro effettivamente svolto,
  • forza lavoro per l’impresa a costo zero,
  • possibile occupazione futura del giovane/lavoratore nella stessa azienda di formazione/lavoro, 
  • percezione immediata da parte del giovane/lavoratore dei diritti e doveri connessi all’attività lavorativa,
  • allontanamento dei giovani da forme di devianza riconducibili all’inoperosità,
  • acquisizione anche in termini educativi dell’importanza della dignità di conseguire risultati frutto di una attività utile al sistema sociale e produttivo e necessaria a far vivere ed emancipare una civiltà.

I giovani lavoratori, al temine della loro esperienza, potranno sostenere un esame di verifica della professionalità acquisita che, in caso di superamento, consentirà l’acquisizione di una ulteriore patente di professionalità che permetterà al giovane/lavoratore di essere inserito in un Albo di professionalità ove potrà attingere forza lavoro sia l’impresa che ogni altra utenza.

3 commenti

  • Marco Piscetta
    Marco Piscetta 11 maggio 2017a17:44

    Grandi è interessante il L.O.L. Ora iniziamo a promulgarlo.

  • Fabio 11 maggio 2017a21:21

    Ottima idea, un alternativa valida alle agenzie dedicate al lavoro.
    Secondo me si dovrebbe evitare che le aziende utilizzano questi lavoratori in modo stabile, cioè se una azienda ha la necessità di avere un lavoratore apprendista al secondo anno di utilizzo,anche se cambia dipendente deve avere un vincolo di assunzione.
    Evitando così di generare un utilizzo errato dell’apprendista.

  • Clara Di Maggio
    Clara Di Maggio 15 maggio 2017a18:14

    Un’idea superoriginale . Le P.P.A.A. aderiranno quanto prima.

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